Nei 90 anni di Pallacanestro Cantù si sono susseguiti giocatori generazionali e grandi campioni, ma nessuno di loro è stato in grado di lasciare un segno nella storia del Club come Pierluigi Marzorati. Per questo nella campagna abbonamenti che celebra questa speciale ricorrenza, è stata dedicata a lui la copertina della tessera “Supporter”, l’abbonamento all-inclusive sottoscritto a sostegno del Club.
Fino al 18 settembre sarà possibile acquistare un abbonamento per la stagione 2026-27 dell’Acqua S.Bernardo. Orari, prezzi e modalità di acquisto sono consultabili sulla pagina dedicata alla Campagna abbonamenti.
Bandiera per eccellenza di Cantù, Pierluigi Marzorati è il primo giocatore di sempre per presenze ufficiali (693) e punti segnati (8659) nella storia di un club con cui ha vinto 2 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 4 Coppe Korać, 2 Coppe Intercontinentali e 4 Coppe delle Coppe. Nel 2006 è poi tornato a giocare con Cantù nella sfida casalinga contro la Benetton Treviso, diventando l’unico giocatore nella storia della pallacanestro ad avere giocato in cinque decadi consecutive nel massimo campionato. Al termine di questa leggendaria carriera, il Club ha ritirato per sempre il suo storico numero di maglia 14.
Riavvolgendo insieme a lui il nastro di questo film, non si può che partire dal giorno in cui tutto cio’ è iniziato. «Se devo guardare indietro e pensare a un inizio, il primo ricordo che porto nel cuore è il mio esordio in prima squadra, il 2 novembre 1969, nella sfida tra Cantù ed Eldorado Fortitudo Bologna al Parini, il primo passo di un lungo percorso».
Per le 23 stagioni della sua carriera, Pierluigi Marzorati ha vestito una sola maglia: quella di Cantù. «Scherzando potrei dire di aver avuto il privilegio di dormire sempre nel mio letto e, allo stesso tempo, giocare ai massimi livelli. Ho avuto la fortuna di indossare la maglia di una società ambiziosa, che voleva vincere e che ha sempre creduto in me».
In quegli anni ha raccolto numerose soddisfazioni e trofei, ma tra tutti c’è un momento che, più di altri, rimane nel cuore come una vera impresa: «Se mi venisse chiesto di scegliere un solo momento per raccontare questi 23 anni direi la conquista della prima Coppa dei Campioni, a Colonia, nel 1982. Vincere il trofeo più importante d’Europa con la squadra di una piccola città come Cantù era qualcosa che sembrava persino difficile da immaginare. Valerio Bianchini riuscì a costruire un gruppo vincente, valorizzando la crescita di ogni singolo giocatore della rosa».
A guidare questa lunghissima epopea vincente, fu soprattutto Aldo Allievi, divenuto anch’egli un simbolo della società. «Cantù e i suoi valori sono stati incarnati al meglio nella figura del “Presidentissimo” Aldo Allievi. Ha saputo far crescere un club con idee lungimiranti, mettendo sempre al centro la programmazione e le persone, con i loro valori umani, senza inseguire il profitto economico. È una filosofia decisiva per una realtà come Cantù, che non poteva contare su bacini d’utenza e colossi industriali come in una grande città».
Anche se oggi, 90 anni dopo, tra tutti i personaggi della storia di Pallacanestro Cantù, Pierluigi Marzorati, dedica un pensiero a chi fondò questa società. «Penso soprattutto a quel gruppo di amici che nel 1936 sì innamorò di uno sport allora semi-sconosciuto. A loro va il merito di aver dato vita a questa straordinaria storia. Senza la loro passione e la loro intuizione, oggi non saremmo qui a celebrare i 90 anni della Pallacanestro Cantù. Sono loro le vere figure chiave di tutto questo».
Celebrando questa storia nella campagna “XCantù”, Marzorati ripensa anche al sostegno dei tifosi canturini nel corso della sua carriera. «All’inizio ricordo un tifo spontaneo, non organizzato, e che rappresentava soprattutto un’occasione di ritrovo tra amici. Con il passare degli anni il Pianella è diventato un simbolo, anche grazie alla sua conformazione particolare, dal campo si percepiva veramente la spinta del pubblico. È rimasto un luogo iconico nella storia del club e i tifosi continuano ancora oggi a essere una componente fondamentale della squadra».
Anche lui, chiude con augurio per il futuro di Pallacanestro Cantù. «Speriamo di avere davanti altri 90 anni ricchi di successi e soddisfazioni e che una società storica come la Pallacanestro Cantù possa essere tutelata, custodendo la sua identità e i valori che l’hanno resa grande».






