L’epoca moderna della lunga storia novantennale di Pallacanestro Cantù ha regalato ai suoi tifosi emozioni indimenticabili, non solo nell’epoca dei trionfi internazionali ma anche nell’ultimo trentennio. Il simbolo della squadra che ha riportato il Club a competere in Eurolega è il suo storico capitano, Nicolas Mazzarino, protagonista della tessera PGC e Minibasket di “XCantù”, la campagna abbonamenti per la stagione sportiva 2026-27, in cui si celebreranno i 90 anni del Club.
Lunedì 3 agosto è iniziata la fase conclusiva della campagna, che terminerà il 18 settembre. La biglietteria della sede di via Como 216, a Cantù, riaprirà dal 7 all’11 settembre e dal 14 al 18 settembre. Fino ad allora sarà comunque possibile acquistare gli abbonamenti sul portale pallacanestrocantu.vivaticket.it.
Uruguaiano di nascita, Mazzarino arriva in Italia nel 2002. Dopo tre stagioni a Reggio Calabria, nell’estate del 2005 approda a Cantù, dove resterà per otto stagioni, sei delle quali con i gradi di capitano. In biancoblù disputa due edizioni dell’Eurolega, raggiunge due finali di Coppa Italia e una finale Scudetto, oltre a conquistare la Supercoppa Italiana nel 2012.
Ed è proprio da quel trionfo che parte il suo racconto: «Quel giorno è senza ombra di dubbio il ricordo più bello che porto con me. Era tanto tempo che Cantù non vinceva un trofeo e poter regalare alla società e ai tifosi, con cui avevamo condiviso così tanto, una gioia del genere è stato davvero speciale. Sono emozioni che non si dimenticano».
Un successo condiviso con due persone diventate molto più che compagni di squadra: «Sono stati anni bellissimi e sono felice di averli vissuti insieme a Maarty Leunen e Manuchar Markoishvili. Abbiamo formato un trio molto unito, siamo rimasti insieme per tante stagioni e tra noi si era creato un legame fortissimo».
In otto anni a Cantù, tra “Il Cardinale” e la città è nato un rapporto unico: «Cantù è pallacanestro. Le due cose sono inscindibili. Qui si vive questo sport in un modo speciale, lo si respira ogni giorno e in ogni angolo della città. Per me e per la mia famiglia aver trascorso un periodo così lungo in un ambiente del genere è stato meraviglioso».
Un legame che coinvolgeva inevitabilmente anche i tifosi: «Il pubblico ha sempre avuto un ruolo fondamentale, è stata una presenza costante. Ricordo ancora il boato del Pianella quando esplodeva: era un palazzetto magico. Giocare lì era qualcosa di unico».
Anche a Nicolas Mazzarino chiediamo di dedicare un pensiero ai prossimi novant’anni del Club: «Spero che questa società possa continuare a crescere. So che il nuovo palazzetto rappresenterà un punto di svolta e mi auguro che si possa tornare presto a vincere un trofeo. Io sarò sempre un tifoso di Cantù».






