Fino al 18 settembre sarà possibile sottoscrivere un abbonamento per la stagione 2026-27 dell’Acqua S.Bernardo Cantù. Dal lunedì al venerdì, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, è aperta la biglietteria di via Como, 216 a Cantù, mentre è sempre attiva la vendita online su vivaticket.com.
Tra i volti protagonisti della campagna “XCantù”, che celebra i novant’anni del Club, c’è anche Antonello Riva, a cui è dedicata la tessera Sponsor. Nato a Rovagnate nel 1962, Riva è entrato nella storia di Pallacanestro Cantù, dove ha giocato dal 1977 al 1989 e dal 1998 al 2002, vincendo uno Scudetto, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e 3 Coppe delle Coppe; ma anche in quella della pallacanestro italiana, visto che è il recordman per punti segnati in Nazionale e in LBA.
Una carriera leggendaria che è partita proprio da Cantù: «Conservo nel mio cuore i ricordi dei primi giorni vissuti nel college e dei primi passi mossi nella società, visto che vivevamo sopra agli uffici. Entrare a far parte di quel settore giovanile era come acquisire uno status. Cantù ha una tradizione e una storia che è come se ti marchiassero quando entri a farne parte, e poi te la porti dietro per la vita».
Con il contributo di due persone in particolare: «Morbelli e Taurisano sono state due figure fondamentali per me. Quando ero ancora un bimbo di 15 anni mi hanno portato in ritiro a Bormio con la prima squadra e quel momento è stato il primo passo importante che mi ha permesso di capire come funzionava il mondo del professionismo e che tipo di etica di lavoro serviva per poterci stare».
Da quel momento in poi la carriera di Riva ha preso il volo, passando però per uno snodo cruciale: «Tra le tante partite giocate, quella a cui penso più spesso è stata la terza gara della serie di semifinale con Milano nel 1981. Segnai trenta punti, in una vittoria sudata con due supplementari, ma è stata l’occasione che mi ha permesso di affermarmi e di passare definitivamente dall’essere considerato un giovane promettente a essere un vero giocatore capace di incidere».
I canestri nella memoria di Riva sono tanti ed è quasi impossibile sceglierne uno anche per lui: «Onestamente è difficile pensare a un canestro in particolare, ma sui social recentemente mi è passato davanti il video di una schiacciata al Pianella durante un derby con Milano. Una giocata nel finale: Marzorati mi lancia in contropiede, io finisco al ferro e vinciamo la partita. Non si assegnava qualche trofeo, ma il derby è sempre il derby e ha sempre un sapore speciale e vincerlo così era stata una grande emozione».
Il legame tra il “Bomber” e la Brianza è rimasto sempre forte, tanto da viverci ancora oggi: «Tutti sanno che questo è un ambiente e una città che vivono di basket. I tifosi di Cantù sono sempre stati fondamentali. Giocare al Pianella voleva dire avere un paio di vittorie in più a stagione. Tutto l’ambiente dava una carica ulteriore e una sicurezza diversa, ma, da spettatore, vedo che anche oggi a Desio non è cambiato nulla, perché il pubblico di Cantù è un pubblico innamorato».
Infine, anche lui ci ha lasciati con un augurio per il futuro di Pallacanestro Cantù: «Sono orgoglioso di far parte di questa storia, negli ultimi anni si percepisce una società che lavora in modo concreto per tornare a essere un punto di riferimento per il movimento. Siamo tutti felici che, in un mondo che è cambiato totalmente rispetto a quando giocavo, Cantù resista e vada avanti e, perché no, possa vincere qualche trofeo nel prossimo futuro».






